lunedì, gennaio 30

Capitolo 34 - Provocazioni













































Fate un salto qua!!! Vi aspetto per tante chiacchiere!!!



-Edward che ne dici se riprendessi gli studi e trovassi un lavoretto part time per mantenermi?-

-Ah si??? E che lavoretto vorresti cercare?- La guardavo di sottecchi da dietro il quotidiano che stavo fingendo di leggere.

-Che ne so, magari da qualche parte hanno bisogno di una barista, o di una colf…-

-Io credo che tutti i posti di lavoro disponibili qui a Seattle siano appena stati presi. Per cui non ti resta che studiare e dipendere dal tuo quasi/più che certo maritino!!!-

Me la ridevo e lei arrossiva per aver capito che non avrei mai permesso a mia moglie di doversi mantenere mentre studiava. Un giorno avrebbe lavorato, ma una volta che si fosse laureata e che avesse scelto il suo futuro. Non ora. Non doveva stressarsi e io non volevo vederla di nuovo nelle condizioni dei nostri primi giorni assieme.

Lei abbassò lo sguardo. Doveva aver fatto i miei stessi pensieri.

-Però quando starò bene e lavorerò, ti farai ripagare?-

-Uhm…-

Mi fissò perplessa.

-Dunque… Come può essere ricompensato un marito dalla propria mogliettina?-

Le sorrisi  chiudendo il giornale e correndo a prendermela.

Spiazzata, emise un urletto, ma le tappai immediatamente la bocca con le mie labbra.

-Totalmente sleale Dr. Masen…-

-Assolutamente…-

Corsi in camera nostra e la poggiai sul letto.

-Apri le gambe...-

La mia voce autoritaria uscì con tono inconsapevolmente autoritario.

-Bene. Ora spogliati per me…-

Lei eseguiva i miei ordini come se fosse la cosa più normale di questo mondo.

-Ti piace?-

Il suo volto perplesso mi fece ridestare.

-Scusami non volevo…-

Abbassai lo sguardo per portarmi sul bordo del letto distante da lei.

Mi voltai di schiena.

L'animale che era in me era venuto fuori.

Sentii le sue braccia avvolgermi.

-Mi hai fatta eccitare e ora mi lasci così?-

Mi parlava soffiando all'orecchio. La mia pelle si increspò tutta.

-Ora sì che devi arrabbiarti con te stesso… la tua quasi/più che certa mogliettina è insoddisfatta-

Mi voltai verso di lei. Era tutto ciò che desideravo e quando mi lasciavo andare, lei non si tirava indietro. 

Era la mia vita.

L'accompagnai sul materasso e l'amai solo come si poteva amare la propria dea. Venerandola, baciandola, assaggiandola in ogni sua parte e sentirla godere di questo mi mandava fuori di testa, estasiato per il piacere profondo. Avrei potuto farle di tutto. Lei si sarebbe arresa alla mia volontà e mi avrebbe permesso di godere di lei.

Era amore?? Si, si!! Lo potevo urlare. La sua come la mia resa era totale, l'uno nelle mani dell'altra. 

Dipendevamo da noi stessi e non ci pesava. Ci rendeva ancora più indissolubili.

Quando fu stanca dei miei giochi mi chiese di più, così la penetrai con foga, desiderio e passione. La sentivo mia, era perfetta per me ed io ero perfetto per lei. Mi sentivo completo.

-Sei fatta apposta per contenermi, lo senti…-

-Edw..ard… mi sento piena. È così gr… grosso… Ahh!! Di più ti prego… Ahh!!!-

-Ti sto toccando tutta… lo senti?-






-Si… Ahhhhh!!!-

-Dimmi Bella… Dimmi che vuoi?-

-Ahhhh di più Edward di piùùùù!!!-

Uscii da lei lasciandola senza fiato. Quasi come se si fosse scottata. La presi per la vita facendola girare a pancia in giù. Le avvolsi con un braccio il ventre piatto, facendole capire di mettersi a gattoni.

Poggiai il mio corpo alla sua schiena mantenendola stretta a me e avvicinai le mie labbra al suo orecchio.

-Tranquilla, mi avrai come prima, più di prima.-

-Qualsiasi cosa tu voglia Edward… Sono tua…-

-Proveremo… non ora…-

E la penetrai di nuovo. Così era tutto più diretto. Era la giusta posizione per sentire il suo anfratto in ogni sua piega. Era talmente bagnata che entrare in lei era come passare una lama sul burro sciolto.
Spinsi il mio glande in lei, con sempre più foga. Le sue mani si strinsero alle lenzuola e la sua roca voce emise suoni paradisiaci per le mie orecchie, causandomi brividi lungo tutto il mio sesso. Come se non fossi già abbastanza eccitato.

Spingendo sempre più la sentì arrivare all'apice, e ogni volta andava in assenza di ossigeno, tanto che mi dovevo fermare per paura di un suo svenimento. Invece lei si strusciava al mio bacino con il suo sedere per farmi capire di ripartire.

E il movimento riprendeva.

Dio mi sembrava di aver scavato la mia tana in lei. Era così aperta per me che avvertivo la voglia di infilarle anche i testicoli.

Quante cose malsane mi faceva pensare la mia donna. Facevamo l'amore, ma potevo serenamente dire di fare con Bella il miglior sesso del mondo. Facendo quel pensiero la riempii della mia essenza, crollando su di lei.

-Dottorino lei mi sorprende ogni volta. Possibile che io provi sempre più piacere?-

-Devi amore mio… devi!!!-

Sudati uno sull'altra col fiato grosso ci riaddormentammo.

Quando ci svegliammo era quasi l'ora di pranzo. Bella si muoveva intorpidita dal peso del mio corpo. Le pesavo addosso, ma egoisticamente stavo bene sopra di lei. Era tutta mia.

-Edward… Sveglia amore mio, vorrei fare una doccia veloce.-

-Mhhhhh-

-Dai pigrone… Tirati su che pesi…-

-Mhhhhh-

Stavo per alzarmi quando sentii le mani di Bella afferrare il mio sesso e stringere facendomi sobbalzare, un po’ per la sorpresa del gesto e un po’ per il fastidio…

-Così impari…-

Corse verso il bagno chiudendo la porta a chiave.

-Bella… Non ti faccio nulla ma non chiudere a chiave, non è prudente.-

La mia voce si fece subito seria. Il timore per i suoi svenimenti mi aveva toccato a tal punto da aver paura di lasciarle la sua privacy. Non sarei entrato se lei non me lo avesse chiesto, ma avevo paura.
Sentii la chiave muoversi e la porta aprirsi appena. Bella mi osservava da dietro la porta, come a capire se stessi ancora giocando.

-Fai presto ti voglio portare a pranzo fuori ti va?-

-Ok… mezz'oretta?-

-Bene io uso il bagno dell'altra stanza…-

-No Edward, vieni…- e mi aprì la porta. Lei si fece la doccia mentre io la osservavo in contemplazione.

-Le sta cadendo un po’ di bavetta Dr. Masen!!-

Risi con lei e finimmo di prepararci.



___






-Dove mi porta dottore?-

-Che ne dici di un bel ristorante di pesce?-

-Ci sto… Adoro i gamberi!!!-

-Bene… si va!!!-

Dopo aver improvvisato una serie di duetti con Prince, piuttosto che Anastacia, e constatando la nostra incapacità come canterini arrivammo al Daniel's Broiler. Un ristorantino sulla Valley Street. A due passi dal lago.

Mangiammo a più non posso. Ci facemmo servire ogni ben di dio possibile e Bella mangiò tutto con molto gusto. Era uno spettacolo per gli occhi.

Finimmo il pasto e decidemmo di raggiungere a piedi il lago. La giornata era splendida.

-Bella se ti va possiamo fare un salto sulla Broadway…-

-Mhmmm… che cosa c'è di così interessante rispetto alla vista del lago Union?-

-Il tuo futuro.-

Sgranò i suoi occhi e fissò i miei…

-L'università piccola…-

-Davvero???-

-Sì, vuoi andare?-

Saltellava come una bimbetta davanti alla sua bambola nuova. L'abbracciai e tornando verso la macchina mi raccontò quello che maggiormente l interessava.

-… per cui pensavo di dedicarmi a qualcosa che abbia a che fare con l'insegnamento. Mi è sempre piaciuto fantasticare nel diventare un’insegnante…-

Parlava a ruota libera, entusiasta del cambio di programma. Era dolce. Poi mi tornò alla mente quanto erotica fosse tra le lenzuola. Un brivido mi scosse tutto il corpo per poi incentrarsi nel mio inguine. Le mie guance andare a fuoco. Un maniaco. Lei si accorse del rossore in viso.

-Dottorino che mi combina? Io le parlo di libri e lei mi si eccita???-

Una sua mano strisciò sulla mia coscia dal ginocchio verso l'inguine per poi sfiorare la mia erezione.

Le mie mani strinsero il volante.

Lei sogghignava notando la mia agitazione.

-Dottorino perché sta sudando freddo???-

Si era allungata per baciarmi il collo in modo più che lascivo.

-Uhmmmm dottorino, lo sa che sa di buono???-

Notai un'indicazione stradale che faceva al caso mio.

Voleva la guerra.

L'avrebbe avuta.

Svoltai a destra, entrai in un'area di servizio.

"Lavaggio auto self service - Auto pulite in venti minuti"

-Edward dove ti stai infilando???-

Non le risposi.

Scesi dall'auto, infilai i 5 dollari nello sportellino e risalii in macchina.

Chiusi le sicure.

-In te!-

Bella sgranò gli occhi.

-In me?-

Con un movimento lesto feci stendere lo schienale passeggero dove Bella sedeva. Mi tolsi al volo le scarpe e mi fiondai sopra di lei.

-Ora chi sta sudando freddo?-

Le mie mani l’aveva già spogliata. Stavo per farlo a mia volta quando lei mi bloccò.

-Ci penso io. Tu torna su di me-

E mi trovai anche io nudo dalla testa ai piedi.

Il sottofondo delle spazzole non aiutava la concentrazione, ma il tempo non era dalla nostra.

-Bella, ti voglio. Adesso-

-Sono tua.-

La penetrai. Brutalmente. Animalescamente. Le sue unghie arpionate sulla mia schiena. Le sue gambe avvinghiate alle mie.

Dopo un paio di spinte sentii l'esplosione dei sensi arrivare.

-Bella non ce la faccio più. Perdonami.-

-Edward sono… sono con te…-

Decisi a lasciarmi andare ancora di più.

Fu un attimo e gridammo insieme il nostro piacere.

Mi abbassai su di lei.

-Mai sfidare il padroncino, intesi cucciola? Non sai ancora di cosa sono capace…-

Rimase senza parole, dopo qualche istante esitando provò ad aprir bocca ma gliela tappai baciandola con avidità, succhiando quelle labbra carnose e la sua lingua.

Quando sentii il rumore dei ventilatori mi staccai da lei.

-Vestiti, abbiamo 5 minuti prima che la macchina esca dall'autolavaggio-

-Tu Edward Masen se il più folle tra i folli!!-

Dio se l'amavo!

Nessun commento: