Sentivo la luce filtrare dalle tende, e la brezza mattutina le rigonfiava ritmicamente. Sentii bussare, e poi voci quasi bisbigliate. Quando la porta della camera si chiuse sentii un forte odore di caffè. E la mia testa cominciò a ragionare su dove fossi, con chi avevo diviso quel letto. E la testa cominciò a girare, più forte che mai fino a che le forze mi abbandonarono del tutto.
<Bella piccola, sei con me??? Rispondimi…>
Si era seduto sul letto e mi stringeva in un abbraccio dolce…
<Piccola apri gli occhi… Ti prego…>
Sentivo la sua voce come in lontananza, avrei voluti dirgli che non riuscivo a rispondergli, avrei voluto dirgli che lo sentivo, ma non ce la facevo.
Mi stese sul letto sentii le sue dita pigiare sul telefono della stanza e chiedere di qualcuno in particolare, ma non ero abbastanza vicina per sentire… Parlò per qualche minuto, ne sentivo la voce preoccupata.
<Piccola mi senti???>
Quando riaprii gli occhi mi trovai i suoi fissi, spaventati e turbati…
<Bevi piccola, devi dirmi che ti succede…>
Mi porse il bicchiere e ne buttai giù il contenuto.
<Edward, non lo so. Forse capogiri, pressione o stanchezza. Nulla di che…>
E feci per alzarmi ma me lo impedì.
<Ci siamo ritirati dal convegno. Ho telefonato e ho avvisato del tuo malore. Io il mio intervento l’ho già fatto per cui starò qui con te.>
<Come hai osato decidere per me!!!! Io devo lavorare, io non ho uno stipendio fisso se non lavoro non guadagno!!! Oh dio mio…> Cercai di divincolarmi dalla sua presa.
<Bella fermati… Sono seriamente preoccupato, ho fatto tutto questo perché voglio capire che ti succede. Non si tratta di semplici sbalzi di pressione, non ti riprendevi, sei stata priva di sensi per più di un quarto d’ora, non è normale. Permettimi di fare qualche accertamento e poi se starai meglio ti lascerò andare>
<Ormai hai mandato alla rovina il lavoro e senza l’accredito come Hostess chissà quanto mi faranno pagare la stanza. Devo andarmene!> Volevo andarmene, si era approfittato della mia debolezza per decidere di me… Non lo avevo mai permesso a nessuno. Solo io avevo potere sulla mia vita, come poteva questo estraneo prendere decisioni sulla mia vita… Ero arrabbiatissima, avrei voluto prenderlo a schiaffi, ma mi ricordai la sera prima, nel vano tentativo di colpirlo che mi successe.
<Tu non hai idea di quanto mi costerà questo scherzetto da parte tua, anche solo per l’agenzia che mi ha in carico. Ma non hai pensato che sarebbe stato meglio aspettare e chiedere prima di fare tutto da solo!!!>
<Permettimi di rimediare, Isabella io avevo paura, e ho fatto la prima cosa logica che mi è passata per la testa…> <Ecco la prima!?!?!?! Forse la prossima volta pensaci fino a cento volte prima!!> <Ti prego piccola non trattarmi così, ho fatto liberare la tua stanza, dormirai qui e io starò sul divano. Non spenderai nulla. La mia camera è comunque già pagata e al ritorno sistemerò io con la tua agenzia. Ti prego perdonami.> <PURE!!!! MA CON CHI TI CREDI DI AVER A CHE FARE??? SOLO PERCHE’ IERI NOTTE ABBIAMO COMMESSO UNA LEGGEREZZA ORA TU TI PERMETTI DI DECIDERE TUTTO DI ME?>
Presi la chiave della mia stanza e uscii da quella stanza. Avevo le pulsazioni a mille, lo sguardo truce e nero dalla rabbia, e senza neanche guardarlo in faccia me ne andai.
Mi avvicinai alla mia porta, sentii la sua presenza dietro di me… <Non ho bisogno della badante Dr. Masen, me la so ancora cavare da sola>
Avvicinò le sue labbra al mio orecchio e con un telo mi coprì… <Piccola stai dando scandalo, sei completamente nuda…>
Realizzai questa cosa e mi fiondai in camera non appena la chiave fece scattare l’apertura. Mi vergognai a morte, ma l’arrabbiatura che provavo era profonda.
<Ora che mi hai reso pure l’ultimo servizio puoi andartene!>
<Ti prego, ragiona. Se ti fermi un attimo a ragionare sulla situazione, anche tu avresti reagito nello stesso modo…>
Si era avvicinato troppo per i miei gusti e mi fissava con occhi di smeraldo, occhi profondi che mi mandavo in caos completo il cervello.
<Edward io non ho la fortuna di avere un lavoro fisso e posso contare solo su di me…> E tutto cominciò nuovamente a girare… Allungai le braccia per aggrapparmi a Edward, ma lui prontamente mi raccolse ancor prima che potessi trovarmi con le gambe all’aria… <Ora ci penso io a te… >. E non sentii altro.
…
<Si sta risvegliando Dottore…>
<Bene grazie, come le arrivano i risultati me li faccia avere tramite fax, il concierge ha già istruzioni ben precise.>
<Perfetto Dottore.>
E sentii la porta chiudersi, dischiusi i miei occhi e mi trovai nuovamente nella stanza di Edward.
<Bella, dobbiamo parlare seriamente, hai qualche problema di salute del quale non sono a conoscenza?>
<MA COME OSI… DOPO TUTTO QUELLO CHE TI HO DETTO, CONTINUARE A SPERARE DI AVERE RISPOSTE DA ME!>
<Bella, ti parlo come medico, lascia stare ciò che tra noi c’è stato per un momento, voglio sapere che hai, che ti succede e perché svieni così facilmente>
<Non lo so Edward… Sarò semplicemente stanca, faccio quattro lavori per racimolare qualche soldo in più. Non farmi venire paranoie inutili. Mi sono alterata e…> e mi misi a pensare ad una serie di cose… notai un cerotto sul braccio destro…
<E questo???>
<Ti ho solo fatto fare un prelievo che ora stanno analizzando. Non ho chiamato l’ambulanza ma ho fatto venire un’infermiera qui. Devo sapere che hai>
Oddio non poteva essere vero. Più parlavo a questa persona e meno capiva… più gli dicevo di starmi alla larga e più mi trovavo tra le sue braccia. Mi sdraiai di nuovo sul letto, e lo vidi correre verso di me allarmato.
<Puoi risederti Masen, non sono svenuta.>
Mi sorprese quasi vederlo impietrito per la prima volta da quando avevo posato gli occhi su di lui.
<Ho bisogno di farti alcune domande, ma ti prego, devi rispondermi.>
<No, aspetto il risultato della analisi che tu mi hai fatto fare e poi me ne andrò>
<Intanto mangia qualcosa, cerca di prendere un po’ di energie… Da quanto tempo non ti prendi cura di te e del tuo corpo?>
<Non ti riguarda>
<Si se svieni nel mio letto. Si se da ieri sera non ti ho visto toccare cibo. Bella, non fai del male a me rifiutando il cibo. Ti prego>
Mi avvicinò il vassoio e l’odore del cornetto su quel vassoio attirò la mia attenzione. Mi avventai sulla pasta e ne staccai un primo morso quando sentii una fitta dritta dritta allo stomaco. Mi piegai su me stessa e cercai di alzarmi, sentivo la nausea salire, la testa girare e le gambe cedere…
<Edward… portami in bagno>
Lo pregai con un filo di voce…
<Piccola sono qua>
Mi prese in braccio e mi fece sedere accanto al lavandino…
<Sei bianca come un lenzuolo, hai valutato la possibilità di una gravidanza?>


6 commenti:
uhhhhhhhh mike newton che ci ingravida la Bella ??????? ahahahahha
uhm... Si, no, forse... perchè due non fa tre... 1.772454....
mmmmmmmmmm che succederà???????
Maaaaa.... Che meraviglia!!! Ho letto tutti i capitoli in un fiato .... Emmm gia finito???^.^ Ci manca solo la gravidanza con il caro Mike... Pero' ci puo' stare.... Certo e' che sverrei spesso anch'io solo alla sua visione!Che voglia di una sigaretta con lui...
Complimenti Pattz ti leggo eh????
Bye bye
Sylvie
rock baby!!!!
che bello leggerti anche qua!!!!
vedrai di sigarette gliene farò fumare diverse!!!! Muahahhahaha drogataaaaaaaaaaaaaaa di lui pure mentre fuma!!!!
Un figlio di Mike nooooooooooooooo
Mi fa schifo il solo pensiero!!!!!
Non è che Edward l'ha drogata nel
Bravissima Erella!!
Continua così!!!
Ila
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